Una mezza delusione. Avevo letto commenti non proprio positivi, anche da parte di Lara (a proposito, grazie cara!), ma volevo toccare con mano. E la Hart non si è confermata ai suoi livelli.
Prima di tutto la terza persona non valorizza il suo stile, il suo modo di narrare: gli altri 3 che ho letto erano raccontati in prima persona e la differenza si nota; c'è meno coinvolgimento, le emozioni si sentono meno a pelle, tutto sembra più impersonale.
Quello che però mi ha fatto più storcere il naso è la narrazione parallela del presente e del passato: mentre la storia nel passato l'ho percepita emozionante, coinvolgente e reale, come è nello stile della Hart, la parte ambientata nel presente l'ho trovata fuori da ogni logica: si capisce da subito che c'è qualcosa di completamente irreale, che rende lo svolgersi degli eventi poco convincente e spontaneo, e, a conti fatti, lo considero un excursus nel
inutile e forzato.
La Hart merita sempre attenzione, però sicuramente con altri suoi lavori.
"Io avevo 8 anni e avevo dei giocattoli, delle bambole: la mia preferita era una bambola brutta che io chiamavo Clementine e la sgridavo in continuazione: non devi essere brutta, sii bella! Che assurdità. Come se, potendo trasformare lei, potessi per magia cambiare me stessa."
Clementine Kruczynski, "Eternal Sunshine of the Spotless Mind"